Il Diritto di fare Impresa

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Le imprese calabresi strette tra racket del pizzo e mala-burocrazia

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Un nuovo modello di sviluppo della Calabria si fonda necessariamente sull’affermazione  della libertà di intraprendere che deve essere garantita e assicurata a tutti cittadini.

Oggi, purtroppo, in molte zone della regione non è così per l’accanita, tracotante e violenta presenza della ‘ndrangheta che controlla il territorio e soffoca con la forza ed il sopruso le attività economiche e produttive che non si piegano  al suo dominio e alla sua prepotenza.

Se non si contrasta efficacemente la ‘ndrangheta, in tutte le sue articolazioni, ci sarà sempre un ostacolo insormontabile sulla strada dello sviluppo e della crescita della Calabria.

La lotta contro la ‘ndrangheta e contro le sue manifestazioni (estorsioni, racket, pizzo, caporalato, controllo del territorio, attentati, intimidazioni e minacce, ecc.) rappresenta, dunque, un imperativo categorico affinchè si possa parlare in Calabria di diritto ad intraprendere e di piena  libertà ad esercitare le attività economiche, commerciali e amministrative.

Le imprese dovranno essere tutelate anche dalla burocrazia regionale che, favorita da assurde leggi regionali, spesso mette paletti burocratici per acquisire potere e favorire cosi il diffondersi di mazzette e clientele politiche.

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